L'area

  • Stampa

L’area di interesse è caratterizzata da un’elevata copertura forestale (5800 ha) costituita prevalentemente da faggete e boscaglie di invasione. Secondariamente troviamo rimboschimenti artificiali e conifere a dominanza di abete rosso, larice e conifere esotiche. Dove le condizioni morfologiche e pedologiche sono più favorevoli si denota un’evoluzione verso cenosi stabili, sicuramente a prevalenza di faggio. All’interno dell’area è presente un nucleo relittuale di limitata estensione di abete bianco in località Alpe Cusogna. Un ruolo altrettanto importante per la loro estensione è ricoperto dai pascoli e praterie.

Per quanto riguarda l’aspetto patrimoniale, il pSIC è per buona parte di proprietà demaniale in gestione alla Regione Piemonte. E’ inoltre presente un accorpamento piuttosto esteso di superfici private appartenenti ad un unico proprietario.

La Val Sessera, grazie alle particolari condizioni microclimatiche e alla posizione marginale rispetto all’arco alpino, ospita molte specie di flora e fauna peculiari nell’ambito di tutte le Alpi piemontesi. Queste, hanno trovato nell’area un rifugio durante le glaciazioni permettendo la presenza di popolazioni separate dall’areale principale della specie o la presenza di steno-endemismi, il più dei quali è il Carabo di Olimpia (Carabus olympiae).

Nel sito sono stati riconosciuti alcuni ambienti di interesse comunitario, tra i quali i boschi alluvionali di ontano bianco (Alnus incana) ed i nardeti con ricca presenza di specie.

La flora è molto ricca con circa 800 entità segnalate di cui 32 sono protette ai sensi della Legge Regionale 32/82, 6 sono elencate nella Liste Rosse italiana o regionale, una, Asplenium adulterinum, è inserita nell’AII. II e IV della Direttiva Habitat (D.H.).Si ricorda anche la ricchissima varietà di funghi. Tra le specie di interesse comunitario, quella che assume maggior valore è senz’altro il carabo di Olimpia; la sua bellezza e la sua rarità portò molti entomologi e collezionisti ad una caccia indiscriminata che lo mise a rischio di estinzione. Tra gli invertebrati spicca anche la presenza di Falkneria camerani, uno dei più rari molluschi italiani, e del coleottero curculionide Neoplinthus dentimanus.

I lepidotteri diurni si distinguono per un popolamento costituito da un elevato numero di specie dei quali alcuni risultano oggetto di protezione rigorosa secondo la D.H..

Per quanto riguarda l’avifauna sono segnalate circa 70 specie di cui 9 elencate nell’All. I della D.U.: tra questi si ricorda il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), l’aquila reale (Aquila chrysaëtos), il falco pellegrino (falco peregrinus), il gallo forcello (Tetrao tetrix) e il gufo reale (Bubo bubo).

I mammiferi contano 25 specie; spiccano la presenza del toporagno alpino (Sorex alpinus), specie rarissima sulle Alpi piemontesi che qui trova un ambiente adatto come altre specie alpino-orientali.